USA: i terminali per il voto elettronico sono insicuri

USA: i terminali per il voto elettronico sono insicuri

Nel corso dell'evento Def Con tenutosi lo scorso agosto sono state effettuate alcune simulazioni di attacco contro i terminali che verranno utilizzati nelle Elezioni Presidenziali USA 2020. Il risultato dei test, condotti su un centinaio di postazioni, avrebbe evidenziato diverse problematiche dal punto di vista della sicurezza con ciascuna macchina esposta ad almeno una potenziale metodologia di violazione.

Le simulazioni sono state operate dai ricercatori della Georgetowen University (Washington DC) che avrebbero già provveduto ad informare le istituzioni statunitensi dei rischi per il processo democratico, il nuovo appuntamento con il voto a livello federale è atteso per novembre del prossimo anno e prima di allora sarà necessario apportare i necessari correttivi (se possibile).

Come anticipato, ad emergere non sarebbe stata una singola vulnerabilità comune a tutti i dispositivi, eventualmente risolvibile con un singolo intervento specifico, ma più criticità tra cui alcune problematiche particolarmente semplici come per esempio l'utilizzo di password troppo "deboli" o la mancata applicazione di algoritmi per cifratura.

Per quanto riguarda le possibilità di accesso illecito al sistema, esso potrebbe essere effettuato sia da remoto che localmente, questo e alcuni episodi recenti che hanno messo in dubbio l'affidabilità del voto elettronico potrebbero portare addirittura ad un'esclusione di tale metodologia a favore di approcci più tradizionali come il voto cartaceo.

A questo proposito basterebbe citare il caso dello Stato della Georgia che avrebbe deciso di abrogare il voto elettronico in seguito ad una gestione non abbastanza trasparente da parte del governatore (e candidato) Brian Kemp. Noto il suo rifiuto di accettare gli stanziamenti offerti dal governo federale per l'aggiornemento dei terminali di voto.

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