UE: le strategie per l'indipendenza tecnologica

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UE: le strategie per l'indipendenza tecnologica

Ursula von der Leyen, presidente della nuova Commissione Europea destinata ad insediarsi ad inizio novembre dopo il voto del Parlamento, ha firmato un documento esecutivo in cui vengono esposte le strategie che gli stati membri della UE dovranno adottare per raggiungere l'agognata indipendenza tecnologica dall'estero, in particolare dagli USA.

Il documento, di 23 pagine ma destinato all'integrazione in un testo ben più ampio, fa riferimento alla cosiddetta "sovranità tecnologica", un approccio secondo cui l'Europa dovrà essere in grado di produrre soluzioni innovative sia per l'hardware che per il software con cui limitare il sostanziale monopolio che oggi favorisce le aziende di oltreoceano.

La posizione della von der Leyen e del suo team appare chiara, fino ad ora il maggiore ostacolo all'indipendenza tecnologica sono state la mancanza di una politica comune su questo tema e una palese incapacità nel contrastare multinazionali che possono investire capitali ingenti nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative. Il mercato dei semiconduttori rappresenterebbe un esempio lampante di questo stato di cose.

Il proposito è quindi quello di destinare risorse allo sviluppo di tecnologie per l'Intelligenza Artificiale, il Machine Learning, il Quantum Computing e l'analisi dei Big Data. Tutti settori in cui l'Europa deve ora fronteggiare non solo le compagnie americane, ma anche un'economia cinese intenzionata a rafforzare la sua posizione di player tecnologico nonostante di dazi.

Non sono inoltre da escludere politiche protezionistiche, da tempo si discute infatti dell'introduzione di un "passaporto" per i dati, in sostanza una sorta di certificazione in cui vengono descritte le modalità di acquisizione e trattamento delle informazioni. Della sua obbligatorietà si parlerà probabilmente entro i primi 100 giorni dall'insediamento della commissione presieduta dalla von der Leyen.

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