La UE si pronuncia contro la Data Retention

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La UE si pronuncia contro la Data Retention

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha recentemente invalidato la direttiva 2006/24/CE che imponeva l'obbligo di conservazione dei dati relativi alle comunicazioni dei cittadini dell'Unione; secondo i giudici, essa sarebbe stata frutto di un compromesso sbilanciato sulla Data Retention.

Sostanzialmente, la finalità di tale direttiva sarebbe dovuta essere quella di tutelare la sicurezza all'interno dei paesi membri limitando però nel contempo il diritto alla privacy degli utenti sottoposti ad una vera e propria forma di tecno-controllo da parte della autorità.

In pratica, grazie a tale norma era stato introdotto il contestato obbligo di archiviare per un periodo minimo di 6 mesi e fino ad un massimo di due anni i dati riguardanti le comunicazioni e l'attività online dei cittadini, una disposizione che alcuni stati, tra cui l'Italia, avevano accolto persino in anticipo rispetto all'approvazione.

Contestualmente al rigetto della direttiva, i giudici si sarebbero pronunciati contro la raccolta di informazioni all'insaputa degli utenti, l'utilizzo (e l'abuso) di queste ultime senza l'autorizzazione di un magistrato e la troppa dscrezionalità degli operatori nella gestione di database contenenti dati sensibili.

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