Perdite da 17 miliardi per il traffico artificiale

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Perdite da 17 miliardi per il traffico artificiale

Secondo una stima operata dall'ITW Global Leaders Forum e da Delta Partners le aziende di telecomunicazioni registrerebbero una perdita pari a 17 miliardi di dollari l'anno in seguito a frondi basate sulla generazione di traffico "artificiale" (dati e voce) e non solo. Tale scenario potrebbe peggiorare ulteriormente in futuro, quando saranno ancora più diffusi i device IoT.

Tra le azioni malevole più diffuse vi sarebbero per esempio il cosiddetto "Wangiri", dove una chiamata persa induce il destinatario a contattare un recapito telefonico a tarriffa maggiorata, e il call hijacking, che si verifica quando una telefonata viene dirottata verso un dispositivo compromesso con lo scopo di prolungare il tempo della comunicazione.

Si tratterebbe di un fenomeno in piena espansione, strettamente controllato dalla criminalità organizzata e spesso finalizzato al riciclaggio di denaro sporco nonché al finanziamento di attività terroristiche. Contestualmente però, una maggiore attenzione alla sicurezza starebbe permettendo di limitarne il peso sui ricavi degli operatori (1% del 2017 contro i 5 punti del 2015).

Ora però, con l'esplosione degli oggetti connessi a livello di mercato, le iniziative fraudolente potrebbero ricominciare a moltiplicarsi. Uno dei maggiori rischi riguarda la possibilità di veicolare quelle che dovrebbero essere le entrate dei provider verso i conti bancari degli attaccanti, il tutto con scarse possibilità che gli utilizzatori si accorgano di quanto sta accadendo.

Ad oggi l'implementazione delle tecnologie IoT non può fare ancora riferimento ad un protocollo standard, ciò metterebbe in serie difficoltà gli operatori che sarebbero disincentivati dall'intervenire sul traffico "artificiale" per il timore di colpire involontariamente anche la quota legale di traffico che è nettamente predominante.

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