Italia al quarto posto per spam sul COVID-19

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Italia al quarto posto per spam sul COVID-19

Come ogni evento di portata globale, anche la pandemia di Coronavirus (COVID-19) ha attirato l'attenzione degli spammer pronti ad approfittare dell'occasione per trarre il massimo vantaggio dalla generale preoccupazione. Attualmente il nostro Paese si piazzerebbe al quarto posto tra le nazioni in cui circola la maggior parte di posta indesiderata incentrata sul contagio.

Ad evidenziarlo sarebbe stata una recente rilevazione svolta dai ricercatori di Trend Micro, società specializzata in soluzioni per la sicurezza informatica, che avrebbero registrato un notevole incremento nella circolazioni di spam finalizzato alla diffusione di malware e ransomware nonché tentativi di truffe a danno di privati e soprattutto aziende.

Le campagne di spam puro rappresenterebbero il 65.7% degli attacchi, seguite dai tentativi di inoculare malware con il 26.8% e alla proposta di URL collegati a siti Web o eseguibili malevoli con il 7.5%. In buona parte dei casi tali iniziative vengono mascherate da programmi informativi sulla prevenzione o sulle aree colpite più intensamente dall'infezione.

In una situazione del genere è facile intuire che i siti Web più replicati siano quelli istituzionali, soprattutto in un periodo in cui diversi governi hanno dato vita (con più o meno successo) a procedure online con le quali accedere a misure di sostegno per l'economia. Nello stesso modo si starebbero moltiplicando i siti scam che riprendono il design di quelli delle organizzazioni sanitarie.

Come fatto notare da Trend Micro, in alcuni casi tali siti Web sarebbero stati realizzati non di rado per la diffusione di fake news, creare un clima di disinformazione è infatti una strategia ideale per facilitare il successo delle campagne di spam. Anche in questo caso la prima linea di difesa è rappresentata dai destinatari e dalla loro capacità di diffidare dei messaggi sospetti.

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