Cybersecurity: rischio stampanti ignorato

Cybersecurity: rischio stampanti ignorato

Secondo una recente rilevazione svolta da Censuswide per conto di Sharp, presso le piccole e medie imprese non si registrerebbe una comprensione sufficiente riguardo ai rischi per la sicurezza derivanti dalle stampanti non adeguatamente protette. Dato un campione composto da 500 operatori, quasi la metà di essi (il 48%) non porrebbe in essere le contromisure necessarie per evitare violazioni.

In Italia la situazione sembrerebbe essere particolamente grave con l'87% degli intervistati che avrebbe dichiarato di non conoscere i rischi connessi alle stampanti utilizzate in ambito professionale, così come a tutti gli altri device multifunzione installati. In appena il 12% dei casi verrebbe ritenuto insicuro abbandonare le copie nei vassoi una volta terminato il processo di stampa.

Al panorama già descritto si aggiunga il fatto che soltanto un quarto del campione italiano sarebbe cosciente del fatto che una stampante potrebbe essere oggetto di tentativi di attacco da parte di utenti malintenzionati. In generale, a livello europeo sarebbe stato riscontrata una minore propensione alle buone pratiche di sicurezza nelle aziende poco strutturate, quelle con meno di 50 dipendenti.

Le notizie non sarebbero buone neanche tenendo conto delle sole realtà enterprise (oltre i 150 dipendenti), dove in almeno il 43% dei casi i dispositivi verrebbero lasciati incustoditi e a disposizione di chiunque (persino gli estranei) per la maggior parte del tempo, ma nel caso delle PMI questa percentuale salirebbe ad oltre il 62% moltiplicando le occasioni di violazione.

Paradossalmente, le attività che avrebbero manifestato le maggiori negligenze sarebbero proprio quelle in cui vengono gestite più frequentemente informazioni riservate. A tal proposito sarebbe eclatante il caso di organizzazioni come i dipartimenti legali, dove 8 collaboratori su 10 avrebbero affermato di poter accedere alle stampanti disponibili in qualunque momento.

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