Il B2B italiano è ancora troppo analogico

Il B2B italiano è ancora troppo analogico

Secondo una rilevazione operata dai ricercatori di Netcomm e presentata nel corso del Netcomm Focus B2B Live - Digital Commerce, attualmente il 75% delle aziende italiane che operano nel comparto B2B con un fatturato superiore a 2 milioni di euro utilizzerebbe dei canali digitali in almeno una delle fasi relative ai propri processi di business.

Per quanto riguarda il commercio elettronico, il 40% delle aziende oggetto dello studio disporrebbe di un proprio sito Web dedicato all'e-commerce, il 18% avrebbe scelto di appoggiarsi a un marketplace ma il 26% non avrebbe attivato alcuna soluzione per la vendita online. La situazione sarebbe però migliorata rispetto al 2015 quando il 36% delle imprese non era presente in alcun Webstore.

La tendenza italiana non sarebbe però molto differente da quella registrata nel resto degli stati che fanno parte dell'Unione Europa, per contro negli Stati Uniti il ricorso ai marketplace dedicati al B2B starebbe per divenire prevalente rispetto alla scelta dei canali tradizionali, mentre nel mercato asiatico ciò sarebbe già avvenuto da qualche anno.

In ogni caso anche in Italia starebbe crescendo la pecentuale di aziende che individuano i propri fornitori grazie al Web (ora nel 33% dei casi), nello stesso tempo le piattaforme per il commercio elettronico si starebbero rivelando uno strumento cruciale per le strategie di marketing e l'acquisizione di nuovi clienti (eventualità citata nel 15% dei casi).

A impedire una transizione completa verso il Digitale sarebbero in particolar modo le difficoltà nell'integrare le applicazioni nei processi aziendali, la scarsa disponibilità di professionisti dotati delle skill tecnologiche necessarie, dipendenti non sufficientemente formati e aggiornati nonché problematiche correlate all'adattamento della logistica.

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